Ma ne varrà poi la pena?

 

Ma ne varrà poi la pena

per tutti noi utili idioti

e  più ancora per me

che ho gambe tagliate all’inguine

e  corro con grucce di ferro.

E  stanche ho le mani 

e gli occhi che vogliono solo dormire.

Disertiamo la scena

che ci vede pagliacci,

tagliamo i fili

che muovono i nostri pensieri,

scendiamo da questa giostra

che gira impazzita da sempre

tra variopinte luci di fari

che bruciano gli occhi

ed il frastuono assordante

di oscene canzoni.

Da quando sono nato

cavalco  bianchi cavalli di gesso

e biciclette di latta

mentre il cervello

mi gira

in una spirale infinita.

Ma ne varrà poi la pena?

Voglio una piccola tana con spesse pareti

Ed un letto con un grosso piumino

di piume di oca, e lì,

nel silenzio dei nostri respiri,

con gli occhi e le mani aggrappate al tuo amore

mi pascerò del tuo ventre

aspettando la fine: è dolce il tuo ventre.